archivio storico


Curiosità, records ed eventi tragicomici da tramandare ai posteri.



-Venezia andata e "ritorno"
-Corva, favola fatta in casa
-Il Corva ha vinto per la prima volta
-Del Col: 966 minuti di imbattibilità
-Corva book
-Pagati in cene
-Diluvio di una notte di mezza estate



VENEZIA ANDATA E "RITORNO"

Febbraio 1999 (il giorno prima di Corva - Valvasone):
Fu in quel di febbraio che la cosa si decise: andiamo in treno a Venezia. Un "ritiro" all'insegna del gruppo, dello svago e del vino. Invitati tutti, accondiscendenti in 8, in stazione a Pordenone in 5: Franco il mister, il Markus, il Michele, l'Igor e il Pampa. L'andata passò lieta e un bel giorno di sole a Venezia ci accolse tant'è che il Markus decise alla prima gelateria di approfittare (invogliato dagli unici due con il gelato che aveva incrociato per strada). Il primo obiettivo era piazza San Marco, una piazza che non avremmo mai visto, ma la camminata si interruppe pochi passi dopo alla "Cantina". Entrammo alle quattro e mezza e fu l'ultima volta che vedemmo il sole. E in quel della cantina furono degustate le qualità del locale, il buon Cabernet di Castelvecchio e le sarde in saor (che bontà!!). Dopo "qualche" bicchiere e altrettante sardine decidemmo di cambiar posto. Prima di uscire però la fortuna fu tentata videopoker. Grazie all'Igor e al Franco (protagonista di un'incredibile serie negativa ma anche di una inaspettata "magia") l'equivalente di una bottiglia di Castelvecchio fu vinta (e bevuta!). Alle nove uscimmo e ci avviammo verso un altro locale tipico ma, l'Igor propose la grappetta al cinese: e anche questa missione fu compiuta. Di lì a poco il Michele col suo fascino ammaliò tre giovani donzelle che l'osteria "sora al ponte" ci indicarono e lì una volta entrati il "DS" del Venezia incontrammo: e la discussione cominciò. "L'è Maniero che nol và"; "ma va là, l'è l'unico che'l funsiona..."; "no, no, Maniero e Konsel: ormai l'è vecio e ghe sé Casazza che l'è na persona meravigliosa...". Dopo un'ora abbondante di cortesie, altre sarde, qualche frittola di carnevale e qualche giro di Tocai rossi (almeno secondo il barista), il "DS" un'altro posto ci indicò: dopo il Rialto a destra e poi a sinistra. Il Franco però decise sinistra e poi destra e lì andammo e trovammo il pub che fatal ci fu. Entrati ci sedemmo vicino a due cileni: Xavier e Maria. Subito l'approccio amichevole dall'Igor fu tentato: "Cile? Zamorano!". "Sì sì Zamorano". "Eh..Pizarro!". "Pizarro, Pizarro". "Del Piero!". "Del Piero sì Del Piero". "Indaghi!". "Pippo!". "Tacchinardi!"..... Ormai il clima era creato e subito il Michele (vagamente alterato) con la Maria ci provò: "Maria te amo, Maria facciamo sesso..." con l'Igor a ruota. Ma la Maria niente. Il Markus nel frattempo aveva fraternizzato con due (vecchi) irlandesi con cui chiacchierò di Luna Rossa ed internet (cosa a lui sconosciuta). Così si compì l'irreparabile: tra il Michele con la Maria, il Markus impegnato a lasciare il suo sito internet agli irlandesi (che sicuramente non sapevano usare), l'Igor al cesso...IL TRENO SI PERSE! Il tragitto di ritorno fu una lotta disperata contro il tempo che si interruppe qualche minuto dopo. In stazione arrivammo in tre: il Michele, adeguatamente scortato viste le condizioni, il Markus e il Pampa. Il Franco fu disperso a metà tragitto, dell'Igor nessuna traccia. Fu scoperta la possibilità di prendere un altro treno all 0.15 e il Michele fu in quel momento che decise di abbandonare (scandalosamente) la spedizione desideroso di raggiungere la morosa per unirsi sessualmente, ma l'intervento del Pampa lo costrinse a recedere. Subito dopo arrivarono l'Igor (che nel frattempo aveva superato il Franco) e il Franco. A quel punto (era mezzanotte e mezza) il treno successivo era alle 6.14, e l'ombra del Valvasone incombeva minacciosa. Subito una volta ritrovatoci in stazione, la mano corse veloce al cellulare. Il primo candidato soccorritore fu il centravanti che però non si rese reperibile, poi il Paiccio e il Ricky ma la sorte ci fu avversa. L'Igor però calò l'asso nella manica e riuscì a convincere il "bocia" e il "gepa" al recupero: e recupero fu! In piazza Roma dopo l'ultima birretta la spedizione si divise fra le due auto (una delle quali, guarda caso quella in cui c'erano il Franco e l'Igor sbagliò pure strada). L'ultima nota di cronaca va riservata al Michele che fu visto allontanarsi in quel di Brugnera, non in completo possesso delle sue facoltà, con una giovane minorenne e al Markus, abbandonato da solo in stazione, che fu abbordato da un culattone. In entrambi i casi il finale è tuttora un mistero.
(clicca qui per tornare su)



CORVA, FAVOLA FATTA IN CASA

La squadra della Frazione di Azzano, trionfatrice in 3. categoria, è un grande esempio di socialità attraverso lo sport. Ben quattordici giocatori sono del paese e la società è nata grazie agli aiuti degli emigranti.
Manca un mese all'inizio della nuova stagione agonistica e la società calcistica corvense - dopo aver brindato per la meritata promozione e la vittoria della Coppa disciplina - si appresta ad affrontare il suo settimo campionato di 2. categoria. A far felici i "corvi" azzanesi, oltre ai risultati sportivi, c'è un aspetto di orgoglio campanilistico. Sono ben 14 i ragazzi di casa militanti nella squadra "campione", a cui presto se ne aggiungeranno altri 2. Questo genere di caratteristica è ormai una rarità nel mondo dei "pallonari", mentre a Corva è la naturale conseguenza del modo di vivere il calcio.
L'Associazione Calcio Corva, nata nel 1970, ha assunto da subito il ruolo di centro aggregazionale all'interno del paese. Basti pensare che alla prima riunione ufficiale - quella costitutiva - sono stati invitati pressoché tutti i capo-famiglia della frazione azzanese. I finanziamenti, che ora si reggono quasi interamente sui guadagni della festa di luglio, erano frutto di incassi, libere donazioni, autotassazioni dei dirigenti, oltre che delle "solite braciole" vendute in occasione della "sagra". Nei primi anni alcune famiglie si vedevano attivate per tutta la settimana, quando anche le vettovaglie in plastica si dovevano lavare e nulla veniva sprecato. Per un mese intero, ancora oggi, molti volontari trascorrono le serate dei fine settimana in "compagnia" delle griglie tra il gran caldo ed il fumo. Non tutte queste persone figurano all'interno dell'organigramma societario, ma non possono non essere considerate indispensabili al fine della prosecuzione dell'attività sportiva.
Che la squadra di calcio fosse un'importante elemento di coesione all'interno della socialità del paese, trova ulteriore testimonianza in un'intervista di vent'anni fa concessa dal compianto presidente, Giovanni Michelin, alla rivista PiEnne. Questi asseriva che parte delle spese per il mantenimento della società erano state coperte con il denaro inviato in dollari dai compaesani emigrati in Canada. Gli emigranti si erano impegnati ad allestire una colletta proprio per dare quell'appoggio che altrimenti non avrebbero potuto garantire.
Con il passare degli anni le cose cambiano, ed è giusto che sia così. La gente può scegliere dove e come svagarsi; il calcio ha perso il suo essere totalizzante; sono nate altre società sportive che consentono ai più giovani di avere un'ampia possibilità di scelta sportiva. Nonostante tutto Corva rimane un caso particolare: nell'epoca in cui i dilettanti tendono sempre più spesso ad imitare (a volte goffamente) i professionisti, mantiene i piedi per terra e cerca di vivere il calcio nel modo più genuino possibile.

Daniele Franco

(da "Il Gazzettino di Pordenone", 31 luglio 1998)
(clicca qui per tornare su)



IL CORVA HA VINTO PER LA PRIMA VOLTA

Grossa soddisfazione per gli sportivi di Corva di Azzano Decimo: la loro squadra, militante nel campionato di 3. categoria, è finalmente giunta ad una meritata vittoria. Contro il Pravisdomini, sul campo sportivo di Tiezzo (il campo di Corva è in via di costruzione) ha vinto per 2-0. I tifosi, che sempre seguono con passione la loro squadra, sono andati letteralmente in visibilio. L'anno scorso al primo anno di attività, il Corva non ha ottenuto alcuna vittoria: solo 4 pareggi. Questo non ha scoraggiato i tifosi che quest'anno hanno lavorato sodo, con il chiosco allestito di fronte al bar Perissinotti, sede della società. Con i pochi soldi realizzati e la collaborazione generosa di tutti si è dato il via al progetto ambizioso, di realizzare un campo sportivo con spogliatoi e servizi necessari, per non essere sempre costretti a giocare a Tiezzo. Quest'anno la squadra, leggermente rafforzata, ma con maggiore esperienza, è giunta alla sospirata vittoria dopo la terza partita di campionato contro il Pravisdomini. Autori delle due bellissime reti sono stati al 6° del primo tempo Sergio Segato e al 34° del secondo tempo Mario Maltese.

(Da un'articolo del Gazzettino datato 10 novembre 1971)

(clicca qui per tornare su)



L'IMBATTIBILITA' DI DEL COL

CORVA: È DURATA 966 MINUTI L'IMBATTIBILITÀ DI DEL COL
Il portiere del Corva, Del Col, è stato battuto dopo 966 minuti: esattamente dopo 16 ore e 6 minuti di gioco. Si tratta indubbiamente di un bel record interrotto però malamente per un rigore discutibile. E' accaduto a Fiume Veneto dove il Corva stava portando a termine una splendida partita in vantaggio per 2-0, con reti di Stivella e Moras; a 5 minuti dal termine, l'arbitro con un po' di leggerezza considerando che ormai il risultato era praticamente acquisito, ha concesso al Fiume un rigore che Della Pietra trasformava con un secco tiro: per il bravo Del Col non c'è stato nulla da fare. Ovviamente sconsolatissimo a fine partita per essere stato battuto così banalmente, il numero uno del Corva ha ricevuto ugualmente gli applausi dei numerosi tifosi presenti.

(da "Il Gazzettino di Pordenone", 23 dicembre 1977)


IL PORTIERE PIÙ FORTE
Ha resistito per ben 966 minuti il record di imbattibilità del portiere del Corva, Del Col. Il numero uno della compagine allenata da Perissinotti era stato battuto al diciannovesimo minuto della quarta giornata e da quel momento aveva resistito per ben nove turni senza capitolare. L'ottimo stato di forma di Del Col e di tutti i componenti della difesa lasciava presagire che il traguardo dei 1000 minuti di imbattibilità sarebbe stato raggiunto facilmente; a 5 minuti dal termine dell'incontro sul difficile campo del Fiume Veneto invece, quando la compagine azzurra stava conducendo per due reti a zero, un rigore alquanto discusso calciato dal centravanti fiumano Della Pietra poneva fine all'inviolabilità della rete difesa da Del Col.

(da "Il Messaggero di Pordenone", 22 dicembre 1977)

(clicca qui per tornare su)



UN LIBRO SUI 25 ANNI

Corva-book: Perissinotti ci pensa
Doveva essere il libro per festeggiare degnamente il ventennale di fondazione della società. L'opera probabilmente servirà nella prossima occasione, il venticinquennale, data ormai prossima con il 1995. L'autore, tempo permettendo, sarà uno dei padri fondatori dell'Associazione Calcio Corva: Antonio Perissinotti. I tratti della sua biografia sono in continua fusione con le vicende del gruppo calcistico. Allenatore per i primi 13 anni (un record!), Perissinotti è stato anche direttore sportivo e presidente del sodalizio. Solo nel 1990, complice la sua elezione a sindaco, ha dovuto abbandonare i vertici del Corva, anche se è sempre rimasto nel direttivo. E non poteva essere altrimenti, per un appassionato come lui, che ama i colori del suo paese. "A volte - racconta Perissinotti - vado a vedere qualche partita di Eccellenza o serie superiori, ma seguo i 90 minuti con distacco. Quando vedo il Corva mi appassiono, soffro, sudo. Non provo gli stessi stimoli o entusiasmo neanche nel vedere Milan o Inter. D'Altro canto, la bellezza di queste squadre di 3ª categoria, che rappresentano un intero paese, sta proprio nel recarsi al campo, trovare gli amici, bere "un taj" e tifare per i propri ragazzi. Quando nel 1970, fondammo la società di calcio, lo scopo era quello di offrire ai giovani del paese la possibilità di trovare un punto d'appoggio comune nello sport, dove poter fare qualcosa di utile. Il Corva - ricorda Perissinotti - deve moltissimo a personaggi come il primo presidente, Giovanni Michelin, e Antonio Piccinin: due dei fondatori che purtroppo non ci sono più. Se fossero qui continuerebbero a dare un grande spinta all'Associazione".
.......
"E poi l'Associazione Calcio se lo merita, un ricordo di questo tipo, perché è stata la prima in tutto: a nascere, ad autosovvenzionarsi con una festa paesana... Tutte cose che poi le altre società hanno copiato. Ma i primi siamo stati noi", conclude con orgoglio Perissinotti.

(da "Sportdenone", maggio 1994)

(clicca qui per tornare su)



PAGATI IN CENE

In un periodo in cui gli stipendi dei calciatori di serie A crescono a vista d'occhio, anche l'A.C. Corva non è immune da questo virus che stravolge il mondo del calcio. Negli ultimi tempi si è infatti passati da uno stipendio basato sulla pastasciutta del venerdì sera, accompagnata da qualche affettato a vere e proprie cene, che hanno trasformato la rituale cena in un vero e proprio banchetto. Si sono succeduti muset con polenta, baccalà, cena di pesce, grigliata di carne e sarebbe presto arrivato il tanto atteso momento del mus se una disgrazia non ci avesse prematuramente privati del prelibato animale. Il tutto sotto la cura dello chef di fama internazionale Massimo Carpenè abilmente diretto dal nostro presidente e con la saltuaria collaborazione di Samassa gran visir delle carni suine, al quale siamo tutti vicini per la dipartita del suddetto asino che stava amorevolmente allevando per noi. Sulla tavola inoltre non mancano mai vino, grappa, mandarini, dolci e formaggio grana per chi ne ha più bisogno durante la nottata. Ultimamente sono sorti contrasti tra la squadra e un giocatore in particolare, causa la presenza del formaggio latteria, a quest'ultimo particolarmente antipatico, che veniva usato dai compagni per minacce di ogni genere. Narra la leggenda che a volte i commensali, appesantiti dal cibo e dal fumo dei pochi ma assidui fumatori, diano vita a veri e propri after-hour, autentiche gare a chi si alza per ultimo dalla sedia tanto che a volte vengono trovati la domenica pomeriggio ancora abbarbicati in sala da pranzo in piena digestione, per la gioia degli avversari. In un momento in cui la squadra sta trovando qualche difficoltà, crediamo che la forza in più possa arrivare proprio in questi rituali e nel sapersi accontentare di questi momenti di gioia e delirio comune che fanno del calcio un vero gioco e che dovrebbero essere imitati dagli illustri miliardari, che poco tempo dedicano a divertirsi in compagnia.

Stefano Marcon

(clicca qui per tornare su)



DILUVIO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

In una calda e tranquilla serata di fine Giugno del 2005, i ragazzi del Corva si ritrovano in quel di Pertegada, presso il ristorante "da Roberta", per sperperare in pesce e soprattutto alcol il bottino di una intera annata di multe. Tutto sembra procedere bene, tra frutti di mare, libagioni e ottima compagnia...ma l'imprevisto è dietro l'angolo.
Protagonista indiscusso della scena diventa Botter, il quale, mentre si scatena un improvviso fortunale, decide di recarsi nel parcheggio del locale per prelevare dall'utilitaria del compagno Alba un oggetto di cui si ignorano ancora oggi i particolari; niente di strano fino a qui, non fosse per il fatto che il nostro "eroe", inciampando su di un osso di defunta formica (probabilmente a causa degli effetti collaterali delle abbondanti bevute) cade a terra e smarrisce le chiavi dell'auto. Mentre cerca invano di ritrovarle, il temporale assume toni apocalittici....
La preoccupazione dei compagni che assistono alla scena dalle finestre si mescola alla spontanea ilarità e all'incredulità di Alba che, venuto suo malgrado a conoscenza dell'accaduto, teme di dover tornare a casa facendo l'autostop. La pioggia e il vento si placano e Botter, completamente fradicio, continua nella sua missione esplorativa supportato dai fari dell'auto del Santa, mentre giunge in aiuto il resto della squadra. La situazione sembra ormai disperata ma Capitan Valter Bottos, guidato dall'intuito, dall'infinita esperienza e da una vista al di fuori dell'umana possibilità, salva la serata riuscendo a trovare le chiavi sul bordo di un fossato vicino alla zona di ricerca.

Babuin Gianluca

(clicca qui per tornare su)

E' consigliata la visualizzazione alla risoluzione 1024x768.

Get Firefox! Opera


Campionato
8a Giornata

2 TAGLIAMENTO

2 CORVA
Valvasori(2)


22 S.p.a.l. Cordovado
19 Cassacco
19 Prata
18 Vigonovo Ranzano
17 Sesto Bagnarola
12 Caporiacco
11 Montereale Valc.
11 Polcenigo Budoia
  8 Vivai Rauscedo
  8 Corva
  7 Union Martignacco
  6 Caneva
  6 Varmo
  6 Tagliamento
  3 Liventina
  2 Valvasone a.s.m.