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Introduzione Il tempo è solito smussare le spigolature di ogni vicenda umana, quindi, non deve sorprendere il fatto che il racconto di imprese, come quelle realizzate in anni difficili da un gruppo fortemente motivato come quello che si è costituito a Corva per dar vita ad una squadra di calcio, assuma alle volte un carattere romanzato, per non dire epico. Ho avuto la fortuna di poter raccogliere le testimonianze di molti dei protagonisti di allora, alcuni dei quali sono ancora in sella, anzi, direi che è proprio grazie alla continuità con cui queste persone si sono impegnate nel corso degli anni, se la società si appresta a fare il suo ingresso nel terzo millennio ancora in salute, ossia, mantenendo come obbiettivo primario il far giocare i ragazzi del paese. L'aver mantenuto un nucleo "storico" attorno al quale potessero integrarsi di volta in volta persone nuove, ha permesso alla società di mantenere la solidità necessaria per resistere all'inevitabile usura del tempo e - contemporaneamente - di avere un continuo afflusso di stimoli e motivazioni. Questa piccola realtà, come si potrà comprendere dal racconto, è nata con e per la gente del paese. Quando tale caratteristica andrà perduta (ogni cosa ha la sua fine) e ripercorreremo a ritroso la vita dei protagonisti di questa storia, ci accorgeremo che i loro gesti e le loro azioni quotidiane si saranno trasformate in leggenda. Correva l'anno 1970 (a breve distanza della celebre semifinale messicana Italia-Germania 4 -3) quando Graziano Bellotto e Antonio Piccinin osservavano alcuni ragazzotti impegnati con esasperato accanimento a inseguire un pallone in un polveroso campetto da calcio oratoriale nel tentativo di emulare le gesta dei più famosi campioni di quegli anni. Possiamo quindi immaginare la scena di due persone che la domenica si incontrano per "scambiare due parole" e attratti da quella non insolita scena, si dicono: "Parché no fasemo nà squadra del paese?". In realtà l'idea non era assolutamente nuova, infatti Corva aveva avuto già due esperienze pallonare (1954 e 1958), che però si esaurirono nell'arco di un anno. Come si diceva, i nostri eroi avevano lanciato l'idea, ora si doveva verificare se il terreno era fertile. Al fine di svolgere questo tipo di verifica, furono convocati in assemblea tutti i capo famiglia. Quella fu, a suo modo, una vera e propria assemblea costituente dalla quale ha avuto origine l'Associazione Calcio Corva. I primi anni furono davvero duri, vuoi per la mancanza di esperienza, vuoi per gli scarsi risultati (2 soli i punti conquistati al termine del primo campionato) ottenuti da quella banda di ragazzi che prima era solita scorazzare lungo il campetto dell'oratorio. Altro annoso problema da risolvere era quello del campo sportivo, infatti, fino all'otto dicembre 1971, i corvesi per seguire i propri beniamini nelle gare casalinghe, dovevano spostarsi nel campo sportivo di Tiezzo, ossia, in casa della più acerrima rivale: la Tiezzese. Per ultimo - anche se non sicuramente meno importante - rimaneva da risolvere la questione della raccolta del denaro. Parte dei finanziamenti erano il frutto di una auto tassazione dei membri dell'assemblea, un'altra parte, invece, era il frutto degli incassi di una "festa paesana" che aveva lo scopo precipuo di finanziare l'unico sport - forse anche l'unico "divertimento" - di allora dei corvesi. Ancora oggi la società riceve le proprie risorse da questa attività che vede impegnata buona parte della cittadinanza nel mese di luglio. Se agli inizi degli anni settanta poteva essere una situazione tipica di molti paesi, oggi certo non lo è più. I colori sociali furono da subito il bianco e azzurro. A parte qualche maglietta "galeotta", i giocatori hanno sempre indossato divise con questi colori. Per avere le prime vere soddisfazioni sportive, non si è dovuto attendere molto tempo. Nel 1975, infatti, ci fu la prima promozione in seconda categoria. Al termine di un campionato sempre condotto dalla rivale Tiezzese, il Corva è riuscito, alla penultima giornata, ad agganciare i cugini in vetta. Per l'ultima di campionato - scherzi del destino - era in programma Corva - Tiezzese. La gara si concluse con la vittoria dei bianco-azzurri per due a uno, guidati dall'attuale presidente Antonio Perissinotti. Leggendo un quotidiano di allora le presenze al campo sportivo raggiungevano la sbalorditiva somma di 1250. L'esperienza in seconda categoria durò cinque anni (fino al 1980) quando, al termine di un campionato nel quale tutto è "girato storto", tutti dovettero rassegnarsi all'ingloriosa retrocessione. I cinque anni di Seconda categoria, comunque, furono anni di gloria per tutto il paese, letteralmente contagiato dalla febbre del calcio. Poi, ancora lui, il tempo ha raffreddato gli entusiasmi e ha dato inizio al declino che, per l'appunto, si è concluso con una retrocessione. Il ritorno in terza categoria ha rappresentato un po' la prova del nove: gli entusiasmi in paese per la novità erano cessati e, se molte persone non avessero seguitato testardamente a lavorare, probabilmente a quest'ora la società non esisterebbe più. Gli anni Ottanta sono stati anni particolarmente difficili: il mondo stava cambiando, così come le esigenze e le abitudini delle persone che cominciavano ad avere altri interessi (il calcio non poteva più essere al centro dell'attenzione dei corvesi). Quindici interminabili anni in Terza Categoria, nel corso dei quali le delusioni (in termini di risultati sportivi) si sono susseguite molto più numerose rispetto alle soddisfazioni. L'AC, comunque, è riuscita a superare questo lungo empace che in più di qualche occasione sembrava metter in pericolo la sua stessa esistenza. Siamo giunti quindi al 1995, anno del 25° anniversario della nascita della società. La squadra si è presentata ai nastri di partenza con un potenziale discreto, ma che pochi pronosticavano vincente. Anche in questa occasione, come già nel '75, la squadra - condotta da Tonino Facchin - è stata costantemente costretta all'inseguimento. La lepre di turno era l'Orcenico, e - come vent'anni prima - a decidere le sorti del torneo fu lo scontro diretto, in occasione del quale i bianco-azzurri sbancarono il campo sportivo degli zoppolani. La permanenza in seconda categoria sembrava un obbiettivo alla portata dei corvesi ma, purtroppo, non fu così. Pazienza. Nonostante la tegola dell'immediata retrocessione, l'AC ha continuato a lavorare con dedizione e, dopo due anni di purgatorio, ecco che il Corva ha spiccato nuovamente il volo (1999). Stavolta a trascinare la squadra verso la promozione è stato Franco Riservato (richiamato dalla società che per prima gli aveva affidato una panchina) il quale, per l'appunto, è tornato per regalare una promozione che - anche se per motivi diversi da quella di tre anni prima - ricorda molto da vicino quella del 1975. Il Corva era nel novero delle favorite, ma i cugini della Tiezzese avevano costruito una squadra che sembrava davvero di gran lunga la più forte del girone. Il torneo ha visto l'AC condurre e andare in fuga, per poi subire un improvviso calo nelle ultime giornate. Ad approfittarne, naturalmente, è stata la Tiezzese che nel frattempo sembrava aver ripreso il bandolo della matassa. All'ultima giornata le due squadre - proprio come 24 anni prima - si dovevano incontrare. Teatro dell'incontro questa volta era il comunale di Tiezzo e il Corva sopravanzava gli avversari di tre soli punti. I pronostici davano la squadra di Riservato per spacciata, ma il carattere e la grinta sono doti che non si comprano: 0-1 e SECONDA CATEGORIA. Siamo così giunti al presente, dopo il sesto posto nel primo anno di Seconda, la squadra quest'anno sembra un po' in difficoltà, ma si sa… il carattere e le grinta sono doti che non si comprano… Daniele Franco Corva, 19 marzo 2000 **************************************************************** Pordenone, 8 maggio 2000 Ebbene sì! Lo possiamo finalmente dire: siamo salvi! Il prossimo anno il Corva parteciperà per il terzo anno consecutivo al campionato di 2a categoria. La bellezza del calcio sta nella sua imprevedibilità, nell'incertezza delle partite, nei risultati decisi spesso e volentieri da episodi più o meno fortuiti o da giocate da "fuoriclasse". Cosa dire allora di questo? 4 squadre a contendersi il primo posto all'ultima giornata, altre 4 a contendersi l'ultimo posto libero per i play-off, e infine noi e altre due squadre a lottare per non retrocedere! Chiamatela suspance ma per noi e per le altre squadre ha voluto dire anche allenamenti duri e faticosi fino all'ultimo e moltissima tensione che si è sfogata solo al 90° della 30esima e ultima giornata di questo spettacolare campionato. E come alla fine di ogni campionato si fa tempo di bilanci. È stato per il Corva un campionato sicuramente difficile. L'ottimo risultato ottenuto l'anno precedente (5° posto), da neopromossa e in un torneo dal livello tecnico sicuramente superiore, aveva illuso dirigenza, allenatore e giocatori, tutti convinti delle potenzialità della squadra. L'obiettivo dichiarato era la raggiunta dei play-off, traguardo sicuramente alla portata dei ragazzi di Riservato, ma la realtà purtroppo si è presentata ben diversa: altro che play-off, altro che salvezza tranquilla...lotta dura per non retrocedere fino all'ultimo; d'altronde sarebbe stata davvero una beffa la retrocessione. Mai come quest'anno episodi sfavorevoli e a dir poco rocamboleschi (i giocatori lo sanno bene!) hanno dirottato verso il basso la stagione. Dobbiamo comunque essere fieri di questi ragazzi, perchè anche quest'anno hanno fatto innanzitutto il loro dovere, onorando nel migliore dei modi la maglia che hanno indossato con orgoglio e con fierezza per tutto il campionato, perchè tutti ma davvero tutti hanno temuto la nostra squadra coscenti della passione, della forza e della grinta con cui questi ragazzi affrontavano ogni partita. DA SEGNALARE: il rientro importantissimo di due tasselli "storici" del gruppo: Bizzotto e Perissinotti. La serie incredibile di pareggi: 16 su 30. Il pareggio con il Travesio. L'AUGURIO: che la prossima stagione ci dia almeno i play-off. L'IN BOCCA AL LUPO: per Michele, perchè si riprenda presto. Insostituibile. LA DEDICA SPECIALE: a Mirko. I NOVELLI SPOSI: Crestan e Taiariol. IL NOVELLO PAPÀ: Busetto. LA SKONKA: Sist, per essere riuscito allo stesso tempo a segnare dopo 3 anni di Corva un gol su azione, all'ultimo minuto dell'ultima giornata e per essere riuscito a procurare agli avversari il rigore più assurdo della storia del calcio (chiedetegli come!) LA VITTORIA PIU' BELLA: quella contro il Tiezzo, a casa loro, dopo una battaglia ultimata 4-3 e dopo una serie estenuante di 7 pareggi consecutivi da parte nostra. IL GOL PIU' BELLO: il tiro al volo da fuori area di Michele per il 2-1 finale a San Quirino. L'INFORMATORE SEGRETO: Totis del Vajont. IL RINGRAZIAMENTO: a tutti i nostri tifosi, per l'affetto con cui ci hanno seguito, perchè ogni volta che il Corva giocava (soprattutto in trasferta) i suoi giocatori erano fieri di avere vicino dei sostenitori del genere. LA GRANDE SODDISFAZIONE: Corva 34, Tiezzo 32. LA NOVITÀ DELL'ANNO: questo sito, il migliore della Regione, nel settore. QUELLI CHE IL SITO L'HANNO FATTO: Federico Santin e Luca Canton. Luca Canton |